25 SETTEMBRE 2013 PER UNA MORATORIA DEGLI SFRATTI

Negli anni della crisi economica poter pagare l’affitto non è cosa scontata. Madri e padri di famiglia perdono il lavoro; i giovani rimangono a casa sballottati fra un lavoretto in nero, uno stage non pagato, un contratto precario a brevissimo termine e a bassissimo costo (per l’azienda); il lavoro non è più a tempo indeterminato, lo è diventata la precarietà, nella migliore delle ipotesi, la disoccupazione altrimenti.

A Bergamo e in tutta Italia ogni anno si assiste a un enorme aumento degli sfratti, non solo nel numero, ma anche e soprattutto nel tipo: se nel periodo pre-crisi in provincia la maggior parte degli sfratti era per finita locazione, oggi sono quasi tutti per morosità incolpevole, ovvero l’impossibilità per l’inquilino di pagare il canone d’affitto.
In questi anni è nato in tutto il paese un forte movimento per il diritto all’abitare, un movimento solidale e di lotta che in ogni città e in ogni paese tutti i giorni si adopera per impedire la tragedia di una famiglia che, senza colpe, finisce in mezzo alla strada.

Chiediamo oggi a gran voce, a Bergamo come nel resto d’Italia, UNA MORATORIA CHE BLOCCHI LE ESECUZIONI DI SFRATTO.

Il blocco degli sfratti, per quanto indispensabile, non è una soluzione. In tutta Italia manca una vera politica abitativa: l’edilizia residenziale pubblica ha percentuali inferiori a quelle di tutta Europa, mentre gli immobili sfitti, sia pubblici sia privati, affollano il nostro paese come una macabra beffa verso quelle migliaia di persone che ogni anno affrontano il dramma della casa.

IL 19 OTTOBRE A ROMA CORTEO NAZIONALE PER CASA, REDDITO, DIGNITA’
Treno speciale sabato 19/10 ore 06,45 stazione Centrale, Milano (per prenotare 388 9740792).


PASSA IL PIANO DELLE ALIENAZIONI: INGIUSTIZIA È FATTA!

Sapevamo che era solo questione di tempo. Mercoledi 29 Maggio, dopo svariati rinvii, il Piano delle Alienazioni è stato approvato dal Consiglio comunale. Un voto blindato, agevoltato dal silenzio scandaloso della stampa locale. Un provvedimento che mette in liquidazione una quota inestimabile del patrimonio comunale: le cascine storiche, gli stabili dell’Ambulatorio comunale e dell’Osservatorio sulle Donne, circa il 20% degli alloggi comunali.

Così, le circa 1000 famiglie che da mesi attendono in graduatoria ERP la casa popolare a cui avrebbero diritto vedono allontanarsi ancora di più la speranza di porre rimedio alla propria condizione di precarietà abitativa, proprio quando la questione della casa va assumendo i connotati di una drammatica emergenza. Si scrive Patto di Stabilità ma si legge austerity, ne abbiamo sotto gli occhi le implicazioni brutali e a farne le spese, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è sempre chi ha meno.

I vincoli posti dal Patto di Stabilità ci sembrano un’abile foglia di fico. L’autorecupero, praticato in altre città, permetterebbe di riabilitare il patrimonio residenziale sfitto senza alcun aggravio di spesa per le casse comunali, offrendo una soluzione alle centinaia di famiglie in emergenza abitativa. Le alternative esistono, è la volontà politica di sperimentarle che manca. L’impressione è che le case popolari vengano vendute innanzitutto a beneficio di chi può comprarle: non stiamo parlando dei 120 alloggi ERP acquistabili dalle famiglie assegnatarie, bensì di tutti gli altri immobili che il Comune intende liquidare e che nutrono da sempre gli appetiti di banche e società immobiliari. Per coloro che non possono permettersi un affitto di mercato, invece, non resta che lasciare la città. Noi siamo quindi la popolazione indesiderabile, sacrificabile: siamo migranti, giovani precari e precarie, persone che studiano e lavorano, famiglie senza-reddito e persone disoccupate.

Che il Sindaco Tentorio e l’Assessore D’Aloia non si facciano illusioni: l’approvazione del Piano delle Alienazioni non esaurisce la nostra mobilitazione. Abitare la città è un diritto, chiediamo casa, reddito e dignità, le nostre istanze non sono più rinviabili.


NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO!

 

Contributo audio sulla Conferenza Stampa di denuncia dello sfitto e della svedita del patrimonio pubblico e di rivendicazione della campagna “Cerco Casa”

 

Venerdì 3 Maggio di fronte alla conferenza stampa che denunciava i circa 200 appartamenti di proprietà del Comune di Bergamo lasciati colpevolmente vuoti dalle amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi 15 anni, l’assessore D’Aloia assicurava 1,5 mln per la loro manutenzione. “Ridare alla cittadinanza gli appartamenti sfitti è una battaglia personale all’interno della maggioranza”, diceva.

Lunedì 27 Maggio il Consiglio Comunale però si riunirà per approvare il piano delle alienazioni che la Giunta, di cui D’Aloia fa parte, ha approvato in data 24 Aprile. In esso si decide la vendita di una vasta e diversificata parte del patrimonio pubblico comunale, per un incasso previsto di circa 38,5 milioni di euro. Si vende un po’ di tutto: dagli alloggi, di cui 186 popolari, passando per ex ambulatori e consultori, quindi cascine, terreni agricoli e terreni edificabili. D’Aloia mentiva sapendo di mentire. Continue reading


RAPPORTO SUL DISAGIO ABITATIVO A BERGAMO

I dati forniti dal Ministero degli Interni sugli sfratti disposti in Italia nel corso del 2011 segnalano l’acuirsi dell’emergenza abitativa su scala nazionale. La diffusione del fenomeno della precarietà abitativa è in stretta relazione con l’attuale fase di crisi economica, con la crescita conseguente del tasso di disoccupazione e la caduta progressiva del potere di acquisto delle famiglie. Le politiche di austerity adottate dal governo Monti incidono in modo consistente sulla capacità di spesa delle fasce più vulnerabili della popolazione, dove la compressione della spesa pubblica e il ridimensionamento del sistema di welfare hanno inevitabili ricadute dirette sul reddito delle famiglie. L’altro volto dell’attuale fase recessiva corrisponde allora alla crescente difficoltà da parte delle fasce vulnerabili della popolazione a fare fronte all’offerta abitativa di mercato e al costo dei canoni di locazione.

1. Il peso dell’affitto

Secondo Nomisma, in Italia nel 2010 vivevano in affitto 4,7 milioni di famiglie. Tra il 1991 e il 2009, a fronte di una crescita delle disponibilità familiari nell’ordine del 18%, l’incremento dei canoni di mercato nelle aree urbane è risultato addirittura del 105%. L’incidenza della locazione di un’abitazione di 70 metri quadrati sul reddito familiare è così passata dal 10,2% al 17,6%, con un aumento superiore al 74%. Continue reading


SFRATTO BLOCCATO AD ALZANO!

La giornata di oggi, venerdì 22 marzo, è iniziata presto per la famiglia Lal e ha riservato non pochi attimi di tensione. Sin dalle 8 numeros* solidali si sono dati appuntamento al civico 6 di via fratelli Caniana ad Alzano Lombardo, Bergamo, per ribadire che la casa è un diritto a cui non si ha intenzione di rinunciare. L’ennesima notte passata in bianco in attesa di una giornata di lotta e rivendicazione. Alle 10.30 avvocato della proprietà e ufficiale giudiziario si presentano per eseguire lo sfratto. Dei servizi sociali neanche l’ombra.

La storia di Krishan e della sua famiglia assomiglia alle migliaia di storie che attraversano la vita quotidiana di questo paese. Un paese martoriato dal disinteresse della politica istituzionale verso la questione del diritto all’abitare e dalla gestione delegata al mercato immobiliare delle politiche abitative.

Krishan ha perso il lavoro e in un periodo in cui si parla solo di austerity e di pareggi di bilancio non riesce a venirne a capo. Solo lavori a tempo determinato da una parte e affitti di mercato troppo alti dall’altro. L’amministrazione comunale decide che ormai l’unico aiuto possibile per la famiglia è il pagamento del viaggio di ritorno al paese natale. Ma i figli di Krishan sono nati e cresciuti in Italia, la loro cultura è italiana e ancora non hanno terminato il ciclo della scuola dell’obbligo. Impensabile “tornare” in un paese che non è il loro. Il loro paese è quello in cui stanno vivendo. Unica alternativa è che Krishan trovi un lavoro a tempo indeterminato a cui l’amministrazione farebbe seguire un contributo per un’ipotetica altra abitazione. Ma la proposta sembra una beffa dato che trovare lavoro è diventata ormai un’ardua impresa.

La famiglia Lal ha deciso di lottare ed insieme all’associazione, ai compagni di scuola ed ai solidali blocca cinque sfratti consecutivi. Decide che la moratoria, se non è un governo a volerla, va fatta dal basso. Nel frattempo si organizza e resiste ai continui tentativi di sfratto. Prende tempo e rivendica i propri diritti: alla cittadinanza, alla casa, al reddito e alla dignità.

Oggi, dopo aver resistito per 24 lunghissimi mesi, riesce ad imporre l’ennesimo rinvio di 2 settimane. Se ne riparlerà il 5 di Aprile e la notte porterà sicuramente consiglio.

 

As.I.A. Bergamo


5° PICCHETTO ANTISFRATTO AD ALZANO

Mobilitazione antisfratto, solidarietà e lotta con Krishan e la sua famiglia. Cambia l’ufficiale giudiziario ma non la sentenza!
Nonostante mesi di lotta per bloccare lo sfratto della famiglia Lal, nonostante all’ultimo picchetto di gennaio l’ufficiale giudiziario non si sia presentato chiedendo di essere sostituito, nonostante i ripetuti sforzi dell’associazione e della famiglia a trovare una soluzione con l’amministrazione la risposta è la stessa: sfratto e rimpatrio!
Non accettiamo una guerra come questa tra famiglie in difficoltà e piccoli proprietari, chiediamo una risposta da parte delle istituzioni che non sia il voltare le spalle ai problemi reali delle persone, lottiamo per il rispetto dei diritti e della dignità!
Per una moratoria dal basso degli sfratti tutti e tutte al 5° picchetto di venerdì 22 marzo ad Alzano Lombardo ore 8 in via fratelli Caniana 6, Bergamo.
Per il diritto alla casa, al reddito e alla cittadinanza!
La solidarietà è la nostra arma.


BLOCCHIAMO LO SFRATTO DELLA FAMIGLIA LAL!

Mobilitazione anti-sfratto, martedì 22 gennaio 2013, ore 8, in via Fratelli Caniana 6, ad Alzano Lombardo. Sosteniamo la lotta della famiglia Lal per la casa, il reddito e la cittadinanza! Basta persone senza casa, basta case senza persone!

Krishan vive in Italia da oltre 25 anni. È nato in India, ma ha trascorso in Italia più della metà della sua vita. La sua famiglia l’ha raggiunto più di 10 anni fa. La figlia più piccola è nata e cresciuta a Bergamo. Il figlio e la figlia più grandi, di 18 e 19 anni, hanno trascorso buona parte della loro vita in Italia, hanno frequentato scuole di Bergamo e qui risiedono le loro relazioni, le loro amicizie, il loro mondo.

Un anno e mezzo fa, con l’inasprirsi della crisi, Krishan ha perso il lavoro. Per la famiglia Lal è cominciato un calvario simile a quello di molte altre famiglie che abitano il nostro territorio. Una condizione di privazione di reddito che ad Alzano, dove vive la famiglia Lal, negli ultimi anni è andata diffondendosi come un’epidemia. In Valle Seriana il tracollo del settore tessile è ormai un’emergenza sociale.

Krishan non ha più potuto pagare l’affitto e da alcuni mesi pende sulla famiglia Lal l’incubo dello sfratto. Uno sfratto per morosità incolpevole, come ormai più del 90% degli sfratti; l’incubo di migliaia di famiglie per cui pagare l’affitto è diventato un lusso. Krishan non si è dato per vinto, oggi ha un nuovo lavoro, ma ormai è tardi: martedì mattina l’ufficiale giudiziario busserà per la quarta volta alla loro porta.

Il Comune di Alzano, roccaforte leghista, offre una sola soluzione: un biglietto di sola andata per l’India. L’ipotesi di un alloggio comunale non è nemmeno stata vagliata. L’amministrazione non è disposta nemmeno a concedere altro tempo. Krishan ha un lavoro, i suoi figli frequentano la scuola, la famiglia Lal è in graduatoria ERP a Bergamo, attende e avrebbe diritto ad un alloggio pubblico. Perchè dovrebbero andarsene?

La lotta della famiglia Lal, sostenuta da decine di persone solidali che per tre volte hanno impedito lo sfratto, non è solo una lotta per il diritto alla casa. La lotta della famiglia Lal è anche la lotta di chi in Italia lavora, studia e costruisce il proprio futuro, vedendosi però sistematicamente negato lo status di cittadino o cittadina. La famiglia Lal sta lottando per restare in Italia, nel proprio paese, ovvero nel paese in cui ha scelto di vivere.

#stopsfratti 


ALZANO: LO SFRATTO E’ RINVIATO, MA LA MISURA E’ COLMA!

Ieri ad Alzano Lombardo una mobilitazione solidale di alcune decine di persone ha bloccato per la seconda volta lo sfratto della famiglia Krishan. I margini di contrattazione con l’amministrazione comunale sono strettisimi e la situazione sociale della bassa Val Seriana è una pentola a pressione pronta ad esplodere. Tra alloggi comunali e alloggi di proprietà ALER, il comune conta 80 unità abitative, che sembrerebbero essere già tutte assegnate. I fondi destinati alla spesa sociale sono stati drasticamente ridimensionati dalla Regione. E intanto sulla valle si abbatte la scure della crisi economica.

Il cotonificio Honnegher di Albino, uno degli ultimi stabilimenti tessili rimasti sul territorio, chiude i battenti ed esternalizza la produzione. Dal 2008, circa 500 lavoratori e lavoratrici (senza considerare l’indotto) hanno perso il posto di lavoro e i “superstiti” sono in cassa integrazione a zero ore da ottobre. È solo questione di tempo: per centinaia di famiglie, proprio come la famiglia Krishan, si affaccia lo spettro dell’indigenza, dell’assenza di reddito, della precarietà abitativa. Chi fornirà loro risposta adeguata?

Il Prefetto, che continua a negare l’emergenza abitativa, fa la parte dello struzzo: nasconde il volto sotto terra e finge che il problema non esista. La popolazione che in questo momento paga il prezzo più gravoso delle politiche di austerity resta abbandonata a se stessa. Non vi sono molte altre soluzioni: se le istituzioni scompaiono è la popolazione che dovrà formulare da sè le risposte. A cominciare dalla destinazione di migliaia di alloggi che nella provincia di Bergamo continuano a restare vuoti.

Basta case senza persone, basta persone senza casa!
Per una moratoria sugli sfratti!

As.i.a. Bergamo
#StopSfratti Bergamo


ANCORA UNO SFRATTO AD ALZANO. LA CRISI LA SUBIAMO TUTTI. ASSIEME POSSIAMO VINCERLA!

Martedì 27 novembre la famiglia Krishan (madre, padre e tre figli di cui due minorenni) avrebbe
dovuto abbandonare la casa di Alzano Lombardo in cui vive da anni finendo così in mezzo alla strada.

Il motivo è tra quelli che negli ultimi anni di crisi si sentono più spesso. SFRATTO!

Un bel giorno il datore di lavoro comunica l’esubero del personale, il calo di produzione, la chiusura dell’azienda. Da quel momento in poi tutto diventa più difficile. I soldi scarseggiano e si inizia a non poter più pagare l’affitto. Dopo qualche mese l’avvocato del proprietario manda una lettera chiedendo il pagamento di un debito che è impossibile saldare (morosità), poi arriva la convocazione in Tribunale (intimazione di sfratto) dove un giudice ripete la stessa litania. Il lavoro non c’è, i soldi nemmeno. Può essere concesso un “termine di grazia” ma il problema rimane. Quindi viene convalidato lo sfratto e fissato il giorno dell’esecuzione in cui si chiede all’inquilino di lasciare l’appartamento (atto di precetto). Se in tale data non si lascia la casa arriva la “lettera di avviso” dell’Ufficiale Giudiziario che comunica giorno ed ora in cui si presenterà per eseguire il procedimento.

L’emergenza abitativa risulta evidente.

I dati riguardanti i procedimenti nella bergamasca parlano da soli. Se nel 2011 sono stati emessi 1234 provvedimenti (il 19,24% in più rispetto al 2010, con una media di 3,5 sfratti al giorno, il 2,5% degli sfratti a livello nazionale in un territorio abitato dallo 0,2% della popolazione nazionale!),
il parziale a Settembre 2012 parla di 720 provvedimenti emessi, 1.021 richieste di esecuzione e 325 sfratti eseguiti.

Come altre migliaia anche la famiglia Krishan sta vivendo gli effetti
brutali di una crisi economica scaricata sulle spalle delle fasce più deboli.
Come spesso succede anche la famiglia Krishan non ha alternative e né l’amministrazione né i servizi sociali di Alzano Lombardo in tutto questo tempo hanno
avanzato alcuna proposta, rendendosi irreperibili il giorno dello sfratto, nonostante avessero garantito un intervento nei confronti della proprietà e
dell’ufficiale giudiziario.

Oggi, giovedì 6 dicembre, l’ufficiale giudiziario tornerà per sbattere per strada una famiglia per la sola colpa di aver perso il lavoro. Non possiamo accettarlo, e la solidarietà è l’unica arma che abbiamo. Vieni con noi in via Fratelli Caniana 6 perché se oggi tocca alla famiglia Krishan domani potrebbe succedere alla tua, ad un tuo parente o a qualche amico. Insieme possiamo cambiare la realtà.


Ennesimo sfratto bloccato in provincia di Bergamo.

Martedì 27/11 Lal Krishan, sua moglie e i suoi tre figli, residenti in una casa privata ad Alzano Lombardo in via Fratelli Caniana 6, avrebbero dovuto abbandonare la loro abitazione finendo in mezzo alla strada.
I dati riguardanti i procedimenti di sfratto nella bergamasca del resto parlano da soli. Se nel 2011 sono stati emessi 1234 provvedimenti, il 19,24% in più rispetto al 2010, con una media di 3,5 sfratti al giorno, (il 2,5% degli sfratti a livello nazionale in un territorio abitato dallo 0,2% della popolazione nazionale!), Il parziale a Settembre 2012 parla di 720 provvedimenti emessi, 1.021 richieste di esecuzione e 325 eseguiti.
L’emergenza abitativa risulta evidente.
Come altre migliaia di famiglie negli ultimi anni anche quella di Lal sta vivendo gli effetti brutali della crisi economica.
circa un anno fa Lal perde il lavoro e di conseguenza non è più in grado di pagare l’affitto, arriva così lo sfratto per morosità incolpevole. La famiglia Krishan non ha al momento una soluzione abitativa alternativa e nè l’amministrazione nè i servizi sociali di Alzano in tutto questo tempo hanno avanzato alcuna proposta di soluzione o anche solo di aiuto, rendendosi persino irreperibili la mattina di martedì 27, nonostante avessero garantito un intervento nei confronti della proprietà e dell’ufficiale giudiziario per garantire quantomeno un rinvio. Di contro la solidarietà ha fatto si che lunedì a casa di Lal si siano presentate
parecchie persone sensibili per dire di no all’esecuzione dello
sfratto, con la richiesta esplicita di una soluzione idonea alle necessità del nucleo familiare. Il comune, data l’età dei due figli minorenni (6 e 17 anni, mentre la maggiore ne ha già 19), sarebbe obbligato a trovare un’alternativa assai costosa a moglie e figli spendendo una cifra sicuramente maggiore che intervenendo attraverso una mediazione con la proprietà o col proporre una casa alternativa.
Lo sfratto è stato quindi bloccato e rinviato al 6 dicembre. Nel frattempo Lal (che da poco ha rincominciato a lavorare) è in attesa della pubblicazione della graduatoria del recente bando ERP nel comune di Bergamo a cui ha partecipato, sperando di essere uno di quei 50 sui circa 1000 richiedenti che avranno accesso a un’assegnazione.
La lotta di Lal non si fermerà, e così quella di tutte le altre famiglie che vivono sulla propria pelle il problema della casa.

LA CASA E’ UN DIRITTO

per il riutilizzo dell’invenduto, contro la svendita del patrimonio
pubblico, contro la cementificazione. case popolari per tutt*!