IL MUSEO DELLA VERGOGNA

 

Durante la conferenza stampa tenutasi di fronte al Comune di Bergamo venerdì 3 Maggio abbiamo distribuito questo volantino. Abbiamo posto all’amministrazione 5 domande precise frutto del “Rapporto sul disagio abitativo a Bergamo“, stilato dall’associazione, che delinea la situazione di precarietà abitativa nel Comune di Bergamo per le fasce sociali più deboli.

L’Assessore ha risposto che attraverso due operazioni immobiliari avrebbe recuperato i soldi per “ridurre il numero di sfitti e ridarli alla cittadinanza”, mentre per le centinaia di sfratti emessi solo in città sarebbero stati individuati 5-10 alloggi da destinare all’emergenza. Per la precarietà abitativa delle fasce giovanili nessun impegno.

Quattro giorni dopo, il 7 maggio, dalla cronaca bergamasca del Corriere.it apprendiamo che l’Assessore D’Aloia ha deciso di vendere tutti quegli appartamenti che assicurava voler ridare alla cittadinanza.

D’Aloia prende in giro la città di Bergamo, scherza con chi ha diritto alla casa ma non può accedervi per incuranza da parte di questa come delle precedenti amministrazioni.

Non staremo a guardare.

 

INIZIA IL TOUR DEL “MUSEO DELLA VERGOGNA”.

 

Porteremo in giro per la città, nei bar, nei circoli, negli spazi che vorranno ospitarci i 200 appartamenti pubblici che l’amministrazione di Bergamo, oltre a tenere sfitti, ha deciso di svendere.

Metteremo in mostra la Vergogna di questa città, oltre 200 case tenute vuote di fronte ad una necessità di alloggi a canone sociale sempre maggiore da parte di famiglie in graduatoria ERP, giovani precari/e, disoccupat*, persone sotto sfratto.

Noi non ci stiamo, e ci faremo sentire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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