BOLGARE: NESSUN AIUTO PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

PRES

OGGI SABATO 30 GENNAIO, SOTTO LA PIOGGIA, AS.I.A. BERGAMO E COMITATO DI LOTTA PER LA CASA ERAVAMO IN PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI BOLGARE. ANCORA UNA VOLTA UNA FAMIGLIA CON MINORI RISCHIA DI ESSERE SFRATTATA DALLA PROPRIA CASA; ANCORA UNA VOLTA LA MOROSITA’ INCOLPEVOLE, RICONOSCIUTA FORMALMENTE DALLO STATO ITALIANO CON IL DECRETO LUPI, NON VIENE TUTELATA DA AMMINISTRATORI CIECHI ED IRRESPONSABILI.
IL 5 FEBBRAIO IN VIA DANTE A BOLGARE, SU PRESSIONE DEI PROPRIETARI, ARRIVERANNO UFFICIALE GIUDIZIARIO E POLIZIA A SFRATTARE UNA FAMIGLIA DALLA CASA IN CUI ABITANO. LA MADRE E IL FIGLIO PICCOLO, ENTRAMBI CITTADINI ITALIANI, RISCHIANO DI FINIRE IN MEZZO ALLA STRADA A CAUSA DI AMMINISTRATORI (SINDACO E SERVIZI SOCIALI) CHE FANNO FINTA DI NIENTE E NON AIUTANO LE PERSONE IN DIFFICOLTA’. AL CONTRARIO ANDREBBERO INVESTITI CONSISTENTI FONDI IN CASE POPOLARI ED AIUTI, E ANDREBBERO DISCUSSE MISURE DI INTERVENTO IMMEDIATE.
NELL’ULTIMO ANNO CI SONO STATI IN BERGAMO E PROVINCIA OLTRE 2000 SFRATTI E CIRCA 6000 PIGNORAMENTI BANCARI, LA MAGGIOR PARTE CAUSATI DALLA PERDITA DEL LAVORO O DI UNA PARTE CONSISTENTE DEL REDDITO FAMIGLIARE, PER COLPA DI UNA CRISI CHE NON ACCENNA A FINIRE MA ANZI CONTINUA AD INTENSIFICARSI E A COLPIRE I CITTADINI ED I LAVORATORI PIU’ POVERI.
IL COMUNE DI BOLGARE, CHE NON APRE IL BANDO PER LE CASE POPOLARI DA OLTRE 10 ANNI, INVECE DI DENUNCIARE L’EMERGENZA ABITATIVA AL PREFETTO CHIEDENDO MISURE URGENTI DI INTERVENTO DI AIUTO ALLE FAMIGLIE (COME HA FATTO PER ESEMPIO IL COMUNE DI ALME’), FORTE DELLA DELIBERA COMUNALE 137 DEL 2013 OFFRE COME UNICA SOLUZIONE AI NUCLEI CON MINORI A CARICO QUELLA DI SEPARARE I FIGLI PICCOLI DALLE LORO MADRI, SPEDENDO I PRIMI IN COMUNITA’ E LE SECONDE PER STRADA!!!
L’EMERGENZA ABITATIVA NEI PROSSIMI ANNI E’ DESTINATA A CRESCERE SEMPRE DI PIU’, E NON E’ PIU’ TOLLERABILE FARE FINTA DI NIENTE DI FRONTE AL MENEFREGHISMO DI AMMINISTRATORI E SERVIZI SOCIALI STIPENDIATI DA TUTTI NOI.

LA CASA E’UN DIRITTO!!


RIAPRE IL BANDO PER LE CASE POPOLARI A BERGAMO!



Dal 15 Ottobre al 15 Dicembre sarà possibile fare domanda presso lo sportello dell’As.I.A. (su appuntamento).


Telefono: 3889740792

CASAAAA


Documentazione da presentare:

- CARTA DI IDENTITA’ DEL RICHIEDENTE
- Marca da bollo da € 16,00
- Codice FISCALE di TUTTO IL NUCLEO FAMILIARE;
- CONTRATTO di LOCAZIONE (SE abitanti lo stesso alloggio da almeno 3 anni) con copia ricevute CANONI di locazione e SPESE accessorie relative all’anno 2014 ed ultima imposta di registro pagata;
- Copia Modello Fiscale presentato (730 – CUD – UNICO – ANNO 2015 Redditi 2014);
- Estratto CONTO BANCARIO o POSTALE con SALDO CONTABILE AL 31/12/2014  + codice IBAN;
- Copia Certificazione di INVALIDITA’ SE MAGGIORE DEL 66%;
- Copia SEPARAZIONE o DIVORZIO SE omologati;
- Certificato del TECNICO COMUNALE ATTESTANTE IL SOVRAFFOLLAMENTO (SE abitanti lo stesso alloggio da almeno 3 anni);
- Dichiarazione A.S.L. per alloggio ANTIGIENICO (SE abitanti lo stesso alloggio da almeno 3 anni);
- Documentazione di EVENTUALI PROPRIETÀ immobiliari;
- Eventuale SFRATTO “ESECUTIVO” (fotocopia provvedimento)

SE NON RESIDENTE, ma “LAVORATORE NEL COMUNE”:
- Dichiarazione del datore di lavoro

Per richiedenti non appartenenti all’Unione Europea:
Per l’assegnatario:
- copia permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo CE o vecchia carta di soggiorno cartacea oppure copia permesso di soggiorno di durata biennale
se lavoratore dipendente:
- dichiarazione datore di lavoro per stabilità lavorativa o contratto di lavoro con ultima busta paga se lavoratore autonomo:
- visura ordinaria dell’impresa aggiornata e attribuzione partita IVA;
Per gli altri componenti il nucleo familiare:
- copia permesso di soggiorno in corso di validità



Risposta alle dichiarazioni di Pecce e Valesini apparse sul L’Eco del 26/09

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Indecisi se chiamarla la “Commissione dei paradossi” o la “Commissione dei furbi incompetenti”, quella convocata a Palazzo Frizzoni nei giorni scorsi ci ha offerto, di nuovo, uno spaccato dell’incapacità di leggere quanto avviene nella società da parte di chi, seduto su comode e remunerative poltrone, vorrebbe farci passare per stupidi.

Proprio mentre si discute di svendere il patrimonio residenziale pubblico, sottraendolo così alla collettività per regalarlo a qualche speculatore amico, la consigliera della Lega Nord Pecce fa emergere il “fenomeno delle occupazioni” e l’assessore Valesini le fa eco.
Se la prima reazione è lo stupore, la seconda è sicuramente rabbia. La stessa rabbia che incrociamo quotidianamente ai nostri sportelli quando incontriamo le persone che, pur subendo una crisi che non hanno generato, non si arrendono al destino e alle etichette che politici di turno e media mainstreim cercano di appiccicargli e, collettivamente, resistono riprendendosi la dignità.

Resistono a un lavoro precario o a “tutele crescenti”, che poi non è altro che un modo diverso di chiamare il ricatto del capitale sui lavoratori. Al taglieggio del permesso di soggiorno quando migranti, Continue reading


PASSA IL PIANO DELLE ALIENAZIONI: INGIUSTIZIA È FATTA!

Sapevamo che era solo questione di tempo. Mercoledi 29 Maggio, dopo svariati rinvii, il Piano delle Alienazioni è stato approvato dal Consiglio comunale. Un voto blindato, agevoltato dal silenzio scandaloso della stampa locale. Un provvedimento che mette in liquidazione una quota inestimabile del patrimonio comunale: le cascine storiche, gli stabili dell’Ambulatorio comunale e dell’Osservatorio sulle Donne, circa il 20% degli alloggi comunali.

Così, le circa 1000 famiglie che da mesi attendono in graduatoria ERP la casa popolare a cui avrebbero diritto vedono allontanarsi ancora di più la speranza di porre rimedio alla propria condizione di precarietà abitativa, proprio quando la questione della casa va assumendo i connotati di una drammatica emergenza. Si scrive Patto di Stabilità ma si legge austerity, ne abbiamo sotto gli occhi le implicazioni brutali e a farne le spese, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è sempre chi ha meno.

I vincoli posti dal Patto di Stabilità ci sembrano un’abile foglia di fico. L’autorecupero, praticato in altre città, permetterebbe di riabilitare il patrimonio residenziale sfitto senza alcun aggravio di spesa per le casse comunali, offrendo una soluzione alle centinaia di famiglie in emergenza abitativa. Le alternative esistono, è la volontà politica di sperimentarle che manca. L’impressione è che le case popolari vengano vendute innanzitutto a beneficio di chi può comprarle: non stiamo parlando dei 120 alloggi ERP acquistabili dalle famiglie assegnatarie, bensì di tutti gli altri immobili che il Comune intende liquidare e che nutrono da sempre gli appetiti di banche e società immobiliari. Per coloro che non possono permettersi un affitto di mercato, invece, non resta che lasciare la città. Noi siamo quindi la popolazione indesiderabile, sacrificabile: siamo migranti, giovani precari e precarie, persone che studiano e lavorano, famiglie senza-reddito e persone disoccupate.

Che il Sindaco Tentorio e l’Assessore D’Aloia non si facciano illusioni: l’approvazione del Piano delle Alienazioni non esaurisce la nostra mobilitazione. Abitare la città è un diritto, chiediamo casa, reddito e dignità, le nostre istanze non sono più rinviabili.