PASSA IL PIANO DELLE ALIENAZIONI: INGIUSTIZIA È FATTA!

Sapevamo che era solo questione di tempo. Mercoledi 29 Maggio, dopo svariati rinvii, il Piano delle Alienazioni è stato approvato dal Consiglio comunale. Un voto blindato, agevoltato dal silenzio scandaloso della stampa locale. Un provvedimento che mette in liquidazione una quota inestimabile del patrimonio comunale: le cascine storiche, gli stabili dell’Ambulatorio comunale e dell’Osservatorio sulle Donne, circa il 20% degli alloggi comunali.

Così, le circa 1000 famiglie che da mesi attendono in graduatoria ERP la casa popolare a cui avrebbero diritto vedono allontanarsi ancora di più la speranza di porre rimedio alla propria condizione di precarietà abitativa, proprio quando la questione della casa va assumendo i connotati di una drammatica emergenza. Si scrive Patto di Stabilità ma si legge austerity, ne abbiamo sotto gli occhi le implicazioni brutali e a farne le spese, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è sempre chi ha meno.

I vincoli posti dal Patto di Stabilità ci sembrano un’abile foglia di fico. L’autorecupero, praticato in altre città, permetterebbe di riabilitare il patrimonio residenziale sfitto senza alcun aggravio di spesa per le casse comunali, offrendo una soluzione alle centinaia di famiglie in emergenza abitativa. Le alternative esistono, è la volontà politica di sperimentarle che manca. L’impressione è che le case popolari vengano vendute innanzitutto a beneficio di chi può comprarle: non stiamo parlando dei 120 alloggi ERP acquistabili dalle famiglie assegnatarie, bensì di tutti gli altri immobili che il Comune intende liquidare e che nutrono da sempre gli appetiti di banche e società immobiliari. Per coloro che non possono permettersi un affitto di mercato, invece, non resta che lasciare la città. Noi siamo quindi la popolazione indesiderabile, sacrificabile: siamo migranti, giovani precari e precarie, persone che studiano e lavorano, famiglie senza-reddito e persone disoccupate.

Che il Sindaco Tentorio e l’Assessore D’Aloia non si facciano illusioni: l’approvazione del Piano delle Alienazioni non esaurisce la nostra mobilitazione. Abitare la città è un diritto, chiediamo casa, reddito e dignità, le nostre istanze non sono più rinviabili.


NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO!

 

Contributo audio sulla Conferenza Stampa di denuncia dello sfitto e della svedita del patrimonio pubblico e di rivendicazione della campagna “Cerco Casa”

 

Venerdì 3 Maggio di fronte alla conferenza stampa che denunciava i circa 200 appartamenti di proprietà del Comune di Bergamo lasciati colpevolmente vuoti dalle amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi 15 anni, l’assessore D’Aloia assicurava 1,5 mln per la loro manutenzione. “Ridare alla cittadinanza gli appartamenti sfitti è una battaglia personale all’interno della maggioranza”, diceva.

Lunedì 27 Maggio il Consiglio Comunale però si riunirà per approvare il piano delle alienazioni che la Giunta, di cui D’Aloia fa parte, ha approvato in data 24 Aprile. In esso si decide la vendita di una vasta e diversificata parte del patrimonio pubblico comunale, per un incasso previsto di circa 38,5 milioni di euro. Si vende un po’ di tutto: dagli alloggi, di cui 186 popolari, passando per ex ambulatori e consultori, quindi cascine, terreni agricoli e terreni edificabili. D’Aloia mentiva sapendo di mentire. Continue reading


UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA PER LA CASA

da bgreport.org

Qui il video della mobilitazione

Bergamo - E’ all’insegna del diritto alla casa, al reddito e alla dignità che si è sviluppata la manifestazione del Primo maggio a Bergamo. Unione inquilini, AS.I.A. e Comitato abitanti delle torri di Zingonia hanno declinato in diverse forme l’esigenza di difendere e rilanciare il diritto all’abitare. Unione inquilini, che da anni si spende nell’organizzare mobilitazioni anti-sfratto in tutto il territorio di città e provincia, è riuscita a coinvolgere e portare in piazza le tante famiglie con cui quotidianamente organizza picchetti e iniziative per contrastare gli sfratti. La denuncia portata in piazza richiama questo percorso e indica la drammaticità della perdita del lavoro e della conseguente perdita della casa per chi si trova in affitto oppure a pagare un mutuo insostenibile. “E’ l’espressione più materiale della crisi” dicono le famiglie in piazza “quando ufficiale giudiziario e carabinieri ti sbattono in mezzo alla strada ti rendi conto davvero di cosa significhi crisi ed austerità”. AS.I.A., associazione anch’essa impegnata sul fronte delle iniziative anti-sfratto, ha esteso la mobilitazione alla popolazione giovanile e precaria. Differenti situazioni di emergenza abitativa a confronto verrebbe da dire. Se una famiglia deve oggi confrontarsi conla sempre più probabile morosità incolpevole, per i giovani la difficoltà sta a monte ed è causata dall’inaccessibilità dei prezzi d’affitto sul libero mercato. Trait d’union rimane la precarietà abitativa che queste fasce sociali condividono oggi sulla strada dell’accesso all’alloggio. Perdita del lavoro e sfratto per gli uni, assenza di lavoro e quindi di casa per gli altri. Licenziamenti facili e cassa-integrazione Continue reading


#OGGICAMPEGGIO!

As.I.A con Santina e Gioelle, sfrattate e ancora in attesa di ricevere la casa che gli aspetta di diritto in quanto prime in graduatoria, lanciano un’azione simbolica davanti al Comune di Gorle per lunedì mattina, 23.4.2012 ore 9.

NON VOGLIAMO MICA LA LUNA… VOGLIAMO UNA CASA!!!

Una concittadina, invalida al 90%, e sua figlia, entrambe disoccupate, il 29 marzo 2012 sono state sfrattate per morosità incolpevole dalla casa in cui vivevano.

La famiglia già dal 2009 aveva presentato domanda per le case popolari, ma si era vista escludere dalle graduatorie a causa di un errore formale.

In seguito a un ricorso presentato a Marzo 2012 sono state riammesse al bando, posizionandosi al primo posto della graduatoria per le case popolari nel comune di Gorle.

L’amministrazione comunale e il sindaco Filisetti in primis, in vista dell’imminente sfratto, dovevano semplicemente accelerare l’assegnazione dell’alloggio già disponibile, che spetta di diritto a Santina e Gioelle.

Invece, oltre a perdere continuamente tempo e lasciare una famiglia per strada, l’amministrazione sceglie di svendere il patrimonio pubblico, nello specifico un appartamento in via Piave 15 e uno in via Libertà 1, alloggi che potrebbero essere utilizzati per i residenti del comune di Gorle in difficoltà economica, sociale e di salute.

Sollecitato dal sindacato inquilini AS.I.A. a prendersi le proprie responsabilità, il comune decide alla fine, in attesa della definitiva assegnazione che comunque tarda ad arrivare, di pagare il soggiorno alla famiglia in un albergo.

La scelta lascia sconcertati ancora una volta: l’Amministrazione anziché assegnare rapidamente l’alloggio già pronto per essere abitato dalla famiglia che ne ha diritto decide invece, con l’unico intento di umiliarla, di pagare due strutture destinate a persone con disagio sociale, una diurna e una notturna, preferendo sperperare denaro pubblico senza alcun motivo. Il Comune non è in grado di gestire questa come altre emergenze e cerca di nascondere la propria inadeguatezza inventando soluzioni inefficaci.

L’amministrazione comunale di Gorle smetta di sprecare tempo e denaro dei suoi cittadini, faccia il suo dovere, proceda immediatamente con l’assegnazione dell’alloggio già destinato!


13.3.12 DA OGGI OMAR HA UNA NUOVA CASA


Da oggi Omar ha una nuova casa, un appartamento in autonomia che dovrà lasciare solo quando le sue condizioni economiche e di salute garantiranno piena autonomia. Da oggi Omar avrà piena assistenza in un contesto protetto.

Omar è un uomo di origini marocchine che a Bergamo era venuto per fare il carpentiere. Cinque anni fa un grave incidente sul cantiere l’ha lasciato paralizzato per metà del corpo.

Omar è rimasto senza lavoro, costretto in sedia a rotelle a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, in attesa di un assegno di invalidità che da un anno non arriva. Impossibilitato a pagare Omar è finito sotto sfratto.

Da parte dei Servizi Sociali di Fiorano l’unica offerta d’aiuto paventava l’inserimento in una comunità protetta di tipo psichiatrico. Niente altro, Omar è stato abbandonato a se stesso.

Dopo l’ennesimo picchetto della campagna #stopsfratti, durato più di 5 ore, una delegazione di As.I.A. ha finalmente incontrato la proprietà, l’Assessore ai Servizi Sociali e l’assistente sociale del comune di Fiorano. Ne è seguita una trattativa di 3 ore.

Le condizioni abitative dell’appartamento erano disumane, tenendo conto che la sedia a rotelle non attraversa alcuni spazi dell’appartamento, tra cui il bagno, e il comune non ha mai predisposto un servizio d’assistenza.

La condizione posta da principio, ossia quella di una nuova casa per Omar, è stata allora affiancata alla necessità di un’assistenza costante e una progettualità finalizzata alla riabilitazione, che restituisse a Omar la dignità.

Dopo il muro contro muro dell’amministrazione (lista civica sostenuta dalla Lega Nord), i picchetti, 3 rinvii dello sfratto, quotidiane pressioni, 3 ore di braccio di ferro presso l’abitazione di Omar con l’autorità pubblica presente, è arrivata la soluzione in estremis.

Solo la lotta paga.
Omar ha lottato per i suoi diritti e ha vinto.