COMUNICATO SULL’OCCUPAZIONE DEL PD E LA RISPOSTA DEL SUO SEGRETARIO RIVA

Per essere chiari da subito, le persone che venerdì hanno occupato la sede del PD bergamasco non erano i “centri sociali”. Non che la definizione ci disturbi, ma riteniamo che sia troppo semplice e volutamente forzato continuare a confinare e inscatolare i movimenti che lottano per i propri e altrui diritti in confezioni precostituite, tali da continuare ad agitarne gli spauracchi. Le equazioni sono sempre le stesse: centri sociali=black block=violenza. È la solita vecchia comoda demagogia sui centri sociali. La verità ben più scomoda, alle istituzioni stesse come al segretario bergamasco del PD, è che ad occupare la sede del PD sono state famiglie con bambini, migranti, giovani precari e disoccupati appartenenti al Comitato di lotta per la casa e dal sindacato ASIA. Per farla semplice PERSONE SENZA CASA e solidali del quartiere Celadina dove queste persone si sono riprese una casa.

Non si capisce bene se il PD menta sapendo di mentire o sia proprio così distante dalla realtà da non capire la portata dell’emergenza che ci troviamo a vivere. Giusto per dare 2 dati nel triennio 2011/2013 in Italia sono stati circa 200.000 gli sfratti di cui il 90% per morosità incolpevole. Nella sola città di Bergamo si stima che sia colpita da uno sfratto una famiglia su 300. Di fronte a questi numeri, il finanziamento di cui parla il segretario provinciale risulta quantomeno poco influente. L’impiego di risorse per il rifinanziamento del contributo all’affitto e la costituzione del fondo per le morosità è alquanto misero: poche decine di milioni annue fino al 2020 che potranno aiutare solo qualche migliaio di inquilini in difficoltà in tutto il paese e la non sospensione dei provvedimenti resi già esecutivi di rilascio forzoso degli alloggi.

Riguardo ai 500 milioni di euro per rendere abitabili appartamenti ora inservibili è innegabile che sia un passo avanti nella direzione che da tempo noi suggeriamo. Ma anche qui c’è un piccolo intoppo: queste case saranno assegnate solo a una categoria specifica e cioè a chi ha uno sfratto per finita locazione, un reddito complessivo lordo sotto i 27.000 € e che sia o abbia nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento. Interessante quindi notare come il 90% degli sfratti siano per morosità incolpevole e quindi esclusi da questa misura di aiuto.

Un breve accenno anche all’offerta di alloggi sociali in locazione. I criteri di accesso a questi alloggi è avere tra una serie lunga di requisiti anche quello di un reddito annuo complessivo di almeno 14.000€. Diciamola quindi come va detta, più del 90% degli sfrattati non posseggono questi soldi, altrimenti avrebbero continuato a pagare l’affitto come hanno sempre fatto.

Sbandierare poi il principio della legalità parlando dell’occupazione ci sembra proprio un modo per così dire “salviniano” di affrontare la questione. Le persone che vivono oggi in occupazione sono quelle persone a cui la via istituzionale ha sbattuto ripetutamente la porta in faccia negando il diritto di tutti ad avere una casa. Parlare di furbi o opportunisti vuol dire parlare completamente senza cognizione di causa.

Poi di nuovo sig. Riva, continuando la lettura del suo comunicato, non ci si spiega come si possa essere segretario provinciale del partito che governa la città di Bergamo e conoscere così poco il proprio territorio. La palazzina che è stata occupata non sarebbe stata assegnata a nessuno, era, infatti, vuota da anni e soprattutto sulla lista delle alienazioni. Quindi, ci faccia la cortesia di risparmiare il populismo e il qualunquismo.

Quanto alla questione delle residenze negate dall’art. 5 del piano casa è fastidioso leggere “il non avere residenza non inficia la garanzia dell’assistenza sanitaria” chiaro ed evidente che l’accesso al pronto soccorso sia garantito a tutti, ma provi lei sig. Riva ad andare al pronto soccorso per un’influenza. Perché di questo parliamo, dell’impossibilità di avere un medico di base che ci curi o ci prescriva visite specialistiche. Allo stesso modo provi lei a iscrivere un bambino alla scuola materna senza avere la residenza. Quando avrà peregrinato per diverse scuole che le avranno detto che la priorità è per i residenti in zona, seguiti dai residenti altrove e che per ultimo forse, ma forse, ci sarà posto per i non residenti, cioè coloro che per lo stato italiano non esistono, allora ne riparleremo
È da tempo che chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte di chi governa. L’unica strada realmente praticabile è costruire subito una moratoria che blocchi gli sfratti per tutti coloro che risultano incolpevoli, unitamente alla ricostruzione di un patrimonio di case al servizio dei cittadini, bloccando la truffa dell’housing sociale, della svendita del patrimonio pubblico, requisendo lo sfitto privato di banche e grandi palazzinari, per il riutilizzo dell’invenduto, l’auto-recupero e l’affitto in base al reddito.

 

Comitato di Lotta per la Casa Bergamo

Associazione Inquilini Abitanti



 



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