Risposta alle dichiarazioni di Pecce e Valesini apparse sul L’Eco del 26/09

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Indecisi se chiamarla la “Commissione dei paradossi” o la “Commissione dei furbi incompetenti”, quella convocata a Palazzo Frizzoni nei giorni scorsi ci ha offerto, di nuovo, uno spaccato dell’incapacità di leggere quanto avviene nella società da parte di chi, seduto su comode e remunerative poltrone, vorrebbe farci passare per stupidi.

Proprio mentre si discute di svendere il patrimonio residenziale pubblico, sottraendolo così alla collettività per regalarlo a qualche speculatore amico, la consigliera della Lega Nord Pecce fa emergere il “fenomeno delle occupazioni” e l’assessore Valesini le fa eco.
Se la prima reazione è lo stupore, la seconda è sicuramente rabbia. La stessa rabbia che incrociamo quotidianamente ai nostri sportelli quando incontriamo le persone che, pur subendo una crisi che non hanno generato, non si arrendono al destino e alle etichette che politici di turno e media mainstreim cercano di appiccicargli e, collettivamente, resistono riprendendosi la dignità.

Resistono a un lavoro precario o a “tutele crescenti”, che poi non è altro che un modo diverso di chiamare il ricatto del capitale sui lavoratori. Al taglieggio del permesso di soggiorno quando migranti, all’impossibilità di emanciparsi dalla famiglia di origine quando giovani, a una sanità sempre più esclusiva e privatizzata, a un territorio sempre più devastato e a una classe politica sempre più collusa con interessi distanti dalla collettività.

Mentre nei palazzi della regione Lombardia si modifica la legge 27, che regola l’accesso alle case popolari e la loro gestione, rendendola ancora più esclusiva ed escludente e si regala la gestione dei pochi soldi che arrivano dallo Stato centrale ai soliti speculatori.
Mentre nei palazzi della Provincia vediamo avvicinarsi la costruzione dell’ennesima infrastruttura inutile, la Bergamo-Treviglio, che devasterà ancora i nostri territori e sottrarrà 180 milioni di euro alle casse della collettività. Nei palazzi comunali assistiamo all’ennesimo tentativo di trasformare un’emergenza reale e sociale in un problema di ordine pubblico.

Il contesto in cui queste criminali affermazioni vengono pronunciate è quello di centinaia di case comunali ancora vuote che, nonostante l’accordo con Aler tanto sbandierato l’inverno scorso, ancora dobbiamo vedere ristrutturate. Ma è fatto anche della colpevole lentezza con cui questo carrozzone assegna le case popolari alle famiglie in graduatoria. Difficile spiegarsi come mai, nonostante il carico di lavoro (migliaia di domande all’anno), per contare i funzionari Aler addetti all’assegnazione siano sufficienti alcune dita di una mano, mentre ai piani alti di Aler dirigenti e presidente percepiscano stipendi da centinaia di migliaia di euro. Infine, le migliaia di case di proprietà di facoltose immobiliari, vuote da anni, costruite a discapito dei nostri territori e tenute vuote per “drogare” un mercato già impazzito.

Tutto questo unito a una crisi economica che falcia quotidianamente centinaia di posti di lavoro e unito a un’incompetente gestione del patrimonio pubblico e a una criminale gestione delle case popolari fanno sí che il “fenomeno delle occupazioni” non sia un allarme, ma un sintomo di una sì reale emergenza, quella della casa!!
Ridurre tutto ciò a una questione di sicurezza ci dà la misura dell’ottusità di questa classe dirigente. Per questo non possiamo ascoltare passivamente questo gioco dei poteri forti e rispediamo al mittente le proprie responsabilità, gridando a voce alta che il “Re è nudo” e che l’unico antidoto a tutto ciò è l’autorganizzazione dal basso, per riprenderci tutto!
CASA DIRITTI DIGNITÀ!

AsIA Bergamo
Comitato di Lotta per la Casa-Bergamo
Palazzina Liberata di via Monte Grigna 11



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