NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO!

 

Contributo audio sulla Conferenza Stampa di denuncia dello sfitto e della svedita del patrimonio pubblico e di rivendicazione della campagna “Cerco Casa”

 

Venerdì 3 Maggio di fronte alla conferenza stampa che denunciava i circa 200 appartamenti di proprietà del Comune di Bergamo lasciati colpevolmente vuoti dalle amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi 15 anni, l’assessore D’Aloia assicurava 1,5 mln per la loro manutenzione. “Ridare alla cittadinanza gli appartamenti sfitti è una battaglia personale all’interno della maggioranza”, diceva.

Lunedì 27 Maggio il Consiglio Comunale però si riunirà per approvare il piano delle alienazioni che la Giunta, di cui D’Aloia fa parte, ha approvato in data 24 Aprile. In esso si decide la vendita di una vasta e diversificata parte del patrimonio pubblico comunale, per un incasso previsto di circa 38,5 milioni di euro. Si vende un po’ di tutto: dagli alloggi, di cui 186 popolari, passando per ex ambulatori e consultori, quindi cascine, terreni agricoli e terreni edificabili. D’Aloia mentiva sapendo di mentire.

Noi però siamo contro ogni alienazione: nella crisi creata da banchieri e speculatori, chi è costretto a pagare è il pubblico e il debole. Economicamente non si tratta di scelte lungimiranti: vendere beni pubblici significa rinunciare alla funzione sociale che le proprietà comuni saggiamente amministrate possono svolgere in un paese in crisi. Vuol dire per la comunità rinunciare al vantaggio finanziario di una rendita stabile, al vantaggio di una possibile redistribuzione dell’utilizzo di terre e immobili, anche a chi non dispone dei capitali per poterli comprare.

Sulla questione della riduzione del debito pubblico è lo stesso Dipartimento del Tesoro a dimostrare, conti alla mano, come gli strumenti della locazione e della concessione si rivelino sul lungo periodo maggiormente convenienti rispetto alla misura della vendita. Tanto più che il comune di Bergamo è per così dire virtuoso, e anzi, risulta avere addirittura un disavanzo positivo, dal rendiconto 2012, di circa 16 milioni.

Svendere patrimonio pubblico è una pratica che si affianca ad altre già in atto nei nostri territori: dietro la falsa bandiera della maggior efficienza del settore privato, si nasconde la volontà precisa di ricollocare sul mercato ciò che sul mercato non è commerciabile, i diritti. Lo stato sociale nasce per garantire a tutti noi il diritto a vivere una vita dignitosa, nasce per la precisa necessità economica di intervenire nelle inevitabili ineguaglianze che il libero mercato genera: significa poter aver accesso ad una casa in cui vivere in autonomia, a sanità, istruzione e trasporti pubblici e di qualità.

Siamo per la riappropriazione e l’autogestione degli spazi vuoti, l’autorecupero, la determinazione di riprenderci i diritti che ogni giorno ci sottraggono: non vogliamo permettere che la speculazione si appropri delle politiche abitative, del verde e di ciò che realmente crea benessere, non per pochi ma per la comunità.

Fatevi un giro nella vostra città: contate i palazzi e gli appartamenti sfitti, pubblici e privati. Chiedetevi se ha senso svendere sul mercato quelle case popolari, destinate a chi non ha le possibilità di pagare un affitto, per ingrossare sempre di più le proprietà dei potenti e le fila delle case vuote, per alzare sempre di più i prezzi degli immobili, per speculare su quello che dovrebbe essere diritto inalienabile: il benessere di ognuno di noi.

Per questo motivo, per contrastare coi nostri mezzi, il nostro sapere e i nostri corpi la svendita di ciò che ci appartiene invitiamo alla mobilitazione la cittadinanza. Invitiamo tutti e tutte, lavoratori, studenti, disoccupati, senza tetto e sfrattati a far sentire il proprio disaccordo rispetto ad una scelta che non condividiamo.

Lunedì 27 Maggio dalle ore 18 di fronte al Comune di Bergamo in piazza Matteotti per dire no alla svendita del patrimonio pubblico, no alla svendita del patrimonio della città di Bergamo!



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