CONDIVISIONE, DIRITTI E DIGNITÀ SONO L’UNICA SICUREZZA

minniti orlando

Contro il DL Minniti e le politiche della giunta Gori

Ancora ammaccata dalla batosta elettorale del referendum costituzionale – di cui era stata tra i maggiori promotori – la giunta comunale guidata da Giorgio Gori torna alla ribalta per bocca del vicesindaco Sergio Gandi, che in questi giorni ha annunciato che Bergamo sarà tra le prime città italiane a recepire alcuni dei numerosi provvedimenti inseriti all’interno del decreto legge Minniti, in via di approvazione dopo una discussione parlamentare affrettata e ricca di polemiche.

La giunta di Bergamo si rivela così nei fatti come uno dei principali promotori di questa legge (nata proprio dalla collaborazione con l’ANCI e diversi altri sindaci), e avrebbe già iniziato ad adeguare regolamenti e patti di collaborazione con questura, prefettura e forze dell’ordine per attuare al più presto alcuni provvedimenti.

Ma di quali provvedimenti si tratta nello specifico, e quali sono i motivi dello zelo e dell’urgenza che l’amministrazione sta impiegando nel metterli in atto nella nostra città?

Si tratta dell’insieme di norme che, nel nome della “lotta al degrado”, della “riqualificazione delle zone sensibili”, della “protezione dei cittadini” e del contrasto ai fenomeni di microcriminalità urbana, affidano ampi poteri ai sindaci “per un migliore controllo del territorio e dell’ordine pubblico”.

Tra le misure che saranno da subito adottate nella nostra città, ci sarà il cosiddetto “mini-daspo”, ovvero la possibilità di restringere l’accesso da molte zone della città, fino al vero e proprio allontanamento, a tutte quelle persone che si siano macchiate di reati quali lo spaccio di droga, furti o aggressioni, ma anche solo per disturbo della quiete pubblica, abuso di alcolici, imbrattamenti, fino a fenomeni di accattonaggio o vagabondaggio. Si tratta di una norma che affida a sindaci e questori l’enorme potere di interdire ai cittadini l’accesso a determinate aree pubbliche, anche solo per motivi di “decoro urbano”: per dichiarazione dello stesso Gandi, saranno interessati da questi nuovi provvedimenti restrittivi non solo le stazioni ferroviarie e l’aeroporto, ma anche Città alta, le Mura Venete, il Centro Piacentiniano, la zona della GAMeC e dell’Accademia Carrara e tutti i parchi e i giardini comunali.

In aggiunta ai “minidaspo” vengono introdotte poi specifiche misure di contrasto all’attività dei parcheggiatori abusivi, di repressione nei confronti di writers, senzatetto e prostitute, e “ordinanzecontingibili e urgenti” che il sindaco può adottare per “prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità”.

Ancora una volta, dunque, ci troviamo a denunciare la solita trama politica di questa giunta, volta a “ripulire” ogni sentore di disagio socio-economico dal centro città e dai luoghi più frequentati dai turisti e di più grande valore commerciale: a colpi di gentrificazione e di svendita del patrimonio pubblico ai privati, si continua a perseguire l’idea di una città-vetrina cui possono accedere solo determinati ceti e categorie socio-economiche. Al contrario, chiunque non rientri in questo disegno (classi sociali più fragili come migranti, emarginati, tossicodipendenti) viene scacciato sempre più in periferie degradate e abbandonate a sé stesse, lontano dalle vie dello shopping e dai luoghi di maggiore afflusso turistico.

Ma una delle misure che secondo noi più demarcano le ideologie classiste, autoritarie e reazionarie che animano lo spirito di questo pacchetto sicurezza è la possibilità, per i comuni, di escludere le spese per la videosorveglianza dal “Patto di Stabilità”. Proprio quel “Patto di Stabilità” che da anni impedisce investimenti, assunzioni nel mondo della sanità, dell’educazione, della cultura e dell’amministrazione pubblica, non sarà un ostacolo per i sindaci (tra cui lo stesso Gori) che vorranno spendere soldi pubblici nell’acquisto di inutili telecamere di videosorveglianza da aggiungere alle tante già esistenti.

A riconfermare il potere di tali strumenti, e ad incentivarne l’utilizzo, viene introdotta la possibilità per le forze dell’ordine dell’arresto in “flagranza differita”, nel caso di ipotesi di reati commessi durante manifestazioni pubbliche, aumentando quindi anche la repressione del dissenso nelle città.

Se a tutto ciò aggiungiamo che pochi giorni fa il governo ha ottenuto la fiducia sul contestatissimo decreto Minniti-Orlando, il quadro infine appare completo: per le innumerevoli persone che ogni giorno arrivano nel nostro paese con l’intenzione di attraversarlo o di richiedere lo status di rifugiato politico, ci sarà un grado in meno di giudizio in caso di ricorsi seguiti ad un respingimento; si tratta di un provvedimento evidentemente incostituzionale e discriminatorio, che ha il solo scopo di ostacolare i tanti richiedenti nel perseguimento di un loro diritto e di scongiurare futuri ricorsi. Sono previsti inoltre la riapertura e l’aumento del numero dei CIE, che diventeranno Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR); al contrario, non sono previsti incentivi né risorse aggiuntive o incrementi di organico al sistema di accoglienza, che si presenta ormai al collasso a causa della mala gestione e della miopia politica dei governi succedutisi in questi anni.

Così mentre Gandi elogia l’ “idea molto evoluta del concetto di sicurezza urbana” propria della Legge Minniti, la prefettura di Bergamo ha già iniziato ad emanare decreti di espulsione per decine e decine di richiedenti asilo, prelevandoli dai centri di accoglienza della provincia e negando loro il diritto di rimanere ospiti delle strutture. In questo modo si costringe in strada chi da tempo lotta per ottenere lo stato di rifugiato politico, senza possibilità di spostarsi, di lavorare, né di ottenere i documenti, e in più braccati dalle forze dell’ordine.

Come Comitato di lotta per la casa esprimiamo il nostro totale rifiuto del DL Minniti, preoccupati dal suo indirizzo politico volto ad imprimere una inaccettabile svolta autoritaria, classista, razzista, poliziesca, reazionaria e populista contro gli strati più deboli della popolazione.

Siamo inoltre direttamente interessati dal testo di questa riforma che, concedendo maggiori poteri repressivi e discriminatori alle istituzioni locali e statali, si riferisce esplicitamente anche a fenomeni di occupazioni abitative o sociali. Sarà d’ora in avanti discrezionalità del sindaco di turno decidere di alcuni diritti fondamentali come residenze, acqua e utenze (già negati dal Piano Casa di Renzi) delle persone che occupano per necessità. A fronte di un’emergenza casa dai numeri sempre più allarmanti, tra sfratti, sgomberi, pignoramenti, privatizzazione degli immobili di proprietà pubblica e aumento degli affitti, il Governo e la giunta Gori puntano a colpire chi si auto-organizza e, collettivamente e senza oneri per i contribuenti, si riprende dignità e diritti.

Ribadiamo la più ferma condanna delle politiche dell’amministrazione Gori, complici della deriva autoritaria, dell’impoverimento e dell’emarginazione socio-economica di larghi strati della cittadinanza. Questa giunta deve occuparsi, piuttosto, di dare una risposta alle centinaia di cittadini che da anni sono in attesa di un alloggio popolare, e dei tanti che non riescono più a permettersi di pagare l’affitto o le rate del mutuo, mentre migliaia sono gli alloggi sfitti, sia pubblici che privati, in tutta la provincia. Nel frattempo, la nuova legge regionale complica la situazione, rendendo ancora più esiguo il numero di case popolari, privatizzandone la gestione e rendendo sempre più difficile accedere alle graduatorie.

Alle politiche securitarie e liberticide dell’amministrazione del governo, opponiamo la nostra idea di sicurezza urbana, fondata sul riconoscimento dei diritti e della dignità di tutti, sulla partecipazione attiva e diretta degli abitanti alle decisioni e alla vita delle nostre strade e dei nostri quartieri, sull’accoglienza e sull’antirazzismo, sull’eguaglianza e sulla giustizia sociale.

Ci opporremo in ogni modo all’attuazione del Decreto Minniti  e Minniti-Orlando nella nostra città, e a tutte quelle manovre che da anni non fanno che accentuare la guerra tra poveri, gentrificare le città, devastare i territori ed appiattire poi il dissenso con modalità repressive sempre più spietate, col pretesto della sicurezza e del decoro.

Comitato di Lotta per la Casa Bergamo

As.I.A. Bergamo



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