LE MEZZE VERITA’ DI VALESINI

Abbiamo letto con attenzione l’articolo pubblicato sul Corriere del 17 luglio in merito all’occupazione abitativa di via Monte Grigna 11 alla Celadina. Ci sentiamo di fare alcune considerazioni rispetto all’intervento dell’assessore Valesini.

Innanzitutto ci pare realmente forzato, se non addirittura un affronto a tante famiglie che la vivono quotidianamente, dichiarare che a Bergamo non esista un’emergenza abitativa. Giusto oggi, mercoledì 20 luglio, un articolo del L’eco conferma la presenza di oltre 10.000 famiglie sul territorio bergamasco al di sotto della soglia di povertà assoluta.

Si può dire forse che a Bergamo, città piccola e mediamente benestante non certo paragonabile (giustamente) a Milano,  vi sia un numero più contenuto degli sfratti rispetto ad una grande città. Ma questo fatto non può giustificare la coda infinita delle oltre mille famiglie che hanno i requisiti per una casa popolare ma che di fatto sono in attesa da anni. Non può mascherare gli oltre mille pignoramenti residenziali ad opera di banche private nella bergamasca (dal 2011 sono quasi raddoppiati) che hanno messo in ginocchio centinaia di famiglie togliendogli la casa, spesso per non aver pagato qualche rata a causa della perdita del lavoro. Per non parlare dell’emergenza sfratti dilagante che in provincia non accenna ad attenuarsi e si ripercuote anche sulla città capoluogo (anche quest’anno sono aumentate le esecuzioni forzate, da 540 si è passati a 605).

Inoltre, rivendicare come una grande conquista una convenzione stipulata con ALER che costa al Comune (e quindi alle persone che ne abitano i territori) più di un milione di euro in affitti non riscossi, e che prevede la gestione della manutenzione straordinaria degli alloggi comunali ad opera di un’azienda che essa stessa ha centinaia di case vuote in provincia come in città, ci sembra addirittura ridicolo. La realtà è che per incompetenza politica è stata affidata ad ALER la ristrutturazione degli alloggi comunali vuoti, e a distanza di un anno e mezzo ci chiediamo quanti di questi siano stati assegnati, visto che la maggior parte di essi sembrerebbe ancora in stato d’abbandono. E visto che la convenzione è pubblica, ci chiediamo se lo sia anche lo stato dei cantieri così che tutti (e non solo gli addetti ai lavori) possano controllare quando e come saranno riconsegnati questi alloggi di cui paghiamo il costo della ristrutturazione(è esplicitamente dichiarato nella convenzione che la perdita prevista dal Comune sarà compensata con nuove entrate tributarie). Vorremmo veramente che l’assessore Valesini desse questa risposta alla città e se ne prendesse la responsabilità politica. Vorremmo che le case popolari non venissero svendute o date in gestione a privati, ma che rimanessero della collettività. Vorremmo che il patrimonio residenziale pubblico venisse implementato attraverso la requisizione dello sfitto invenduto ed investimenti veri. Aspettiamo veramente che l’assessore Valesini smetta di chiacchierare di cantieri che dovrebbero essere già ultimati da vent’anni; che dia invece una risposta concreta ad un problema, quello abitativo, che se non affrontato in modo serio sarà destinato ad acuirsi negli anni e nelle generazioni a venire.

Di contro, alla Celadina le case liberate di via Monte Grigna già da anni lo stanno dimostrando, la soluzione all’emergenza passa, anche, attraverso l’autorecupero; dalle persone che si mettono in rete condividendo conoscenze, lavoro ed idee. A queste esperienze, che sono volte alla tutela e salvaguardia dei beni comuni, senza gravare sulle tasche dei cittadini, già in altre città d’Italia è stato dato un riconoscimento, in quanto ricadono positivamente sulla collettività e liberano forze ed energie messe a disposizione del quartiere.

Quando tutto questo succederà a Bergamo?

 

As.I.A Bergamo

Comitato di Lotta per la casa Bergamo


Mobilitazione regionale contro la nuova proposta di Legge Regionale sulle politiche abitative.

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Oggi a Bergamo, Brescia e Milano è stata una giornata di mobilitazione regionale contro la nuova proposta di Legge Regionale sulle politiche abitative.


A Bergamo con un presidio fuori dagli uffici della regione e con una prima assemblea pubblica abbiamo voluto denunciare l’attacco che questa proposta di legge sta portando al diritto all’abitare e alle case popolari. L’ingresso massiccio dei privati nella gestione delle case popolari e la loro trasformazione in Servizi alloggiativi pubblici portano l’ultimo colpo alla gestione pubblica degli alloggi popolari, subordinando il diritto di tutti ad avere un tetto alle logiche del profitto dei soliti noti.

Come già successo per la Sanità e la Scuola, infatti, il diritto ad avere una casa passa in secondo piano, perché ciò che guida questa legge è evidentemente l’obiettivo di spingere le persone verso un mercato immobiliare privato e drogato che garantisce la rendita a palazzinari e proprietari. L’aumento degli affitti che subiranno gli inquilini delle case popolari, la svendita del patrimonio pubblico e la cancellazione delle assegnazioni in deroga che da sempre ha permesso di garantire, almeno a una parte delle persone, il passaggio da casa a casa sono evidenti segnali della volontà di disinvestire totalmente sul patrimonio pubblico.

Ma accanto a questa volontà sta anche la cecità, continuamente dimostrata da questi politici, la cecità che li spinge a investire milioni in videosorveglianza invece che nella ristrutturazione e implementazione delle case lasciate consapevolmente vuote. La stessa cecità che non gli permette di vedere che, a oggi, l’unica risposta che interi quartieri e persone hanno potuto vedere è stata quella che l’autorganizzazione ha costruito.

L’autorganizzazione che ha permesso a molte delle persone abbandonate dai comuni di rispondere concretamente al bisogno di casa e che ha permesso di costruire spazi e momenti dentro i nostri quartieri in cui riscoprire il valore d’uso e le relazioni da contrapporre al valore di mercato e all’alienazione che quotidianamente dobbiamo subire.

C’è ancora spazio per opporsi a questa legge e questa giornata di mobilitazione non sarà che la prima di una lunga serie I nostri quartieri non sono al vostro servizio! Difendiamo l’Edilizia Residenziale Pubblica!

AS.I.A. Bergamo


BOLGARE: NESSUN AIUTO PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

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OGGI SABATO 30 GENNAIO, SOTTO LA PIOGGIA, AS.I.A. BERGAMO E COMITATO DI LOTTA PER LA CASA ERAVAMO IN PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI BOLGARE. ANCORA UNA VOLTA UNA FAMIGLIA CON MINORI RISCHIA DI ESSERE SFRATTATA DALLA PROPRIA CASA; ANCORA UNA VOLTA LA MOROSITA’ INCOLPEVOLE, RICONOSCIUTA FORMALMENTE DALLO STATO ITALIANO CON IL DECRETO LUPI, NON VIENE TUTELATA DA AMMINISTRATORI CIECHI ED IRRESPONSABILI.
IL 5 FEBBRAIO IN VIA DANTE A BOLGARE, SU PRESSIONE DEI PROPRIETARI, ARRIVERANNO UFFICIALE GIUDIZIARIO E POLIZIA A SFRATTARE UNA FAMIGLIA DALLA CASA IN CUI ABITANO. LA MADRE E IL FIGLIO PICCOLO, ENTRAMBI CITTADINI ITALIANI, RISCHIANO DI FINIRE IN MEZZO ALLA STRADA A CAUSA DI AMMINISTRATORI (SINDACO E SERVIZI SOCIALI) CHE FANNO FINTA DI NIENTE E NON AIUTANO LE PERSONE IN DIFFICOLTA’. AL CONTRARIO ANDREBBERO INVESTITI CONSISTENTI FONDI IN CASE POPOLARI ED AIUTI, E ANDREBBERO DISCUSSE MISURE DI INTERVENTO IMMEDIATE.
NELL’ULTIMO ANNO CI SONO STATI IN BERGAMO E PROVINCIA OLTRE 2000 SFRATTI E CIRCA 6000 PIGNORAMENTI BANCARI, LA MAGGIOR PARTE CAUSATI DALLA PERDITA DEL LAVORO O DI UNA PARTE CONSISTENTE DEL REDDITO FAMIGLIARE, PER COLPA DI UNA CRISI CHE NON ACCENNA A FINIRE MA ANZI CONTINUA AD INTENSIFICARSI E A COLPIRE I CITTADINI ED I LAVORATORI PIU’ POVERI.
IL COMUNE DI BOLGARE, CHE NON APRE IL BANDO PER LE CASE POPOLARI DA OLTRE 10 ANNI, INVECE DI DENUNCIARE L’EMERGENZA ABITATIVA AL PREFETTO CHIEDENDO MISURE URGENTI DI INTERVENTO DI AIUTO ALLE FAMIGLIE (COME HA FATTO PER ESEMPIO IL COMUNE DI ALME’), FORTE DELLA DELIBERA COMUNALE 137 DEL 2013 OFFRE COME UNICA SOLUZIONE AI NUCLEI CON MINORI A CARICO QUELLA DI SEPARARE I FIGLI PICCOLI DALLE LORO MADRI, SPEDENDO I PRIMI IN COMUNITA’ E LE SECONDE PER STRADA!!!
L’EMERGENZA ABITATIVA NEI PROSSIMI ANNI E’ DESTINATA A CRESCERE SEMPRE DI PIU’, E NON E’ PIU’ TOLLERABILE FARE FINTA DI NIENTE DI FRONTE AL MENEFREGHISMO DI AMMINISTRATORI E SERVIZI SOCIALI STIPENDIATI DA TUTTI NOI.

LA CASA E’UN DIRITTO!!


Giornata nazionale Sfratti Zero: presidio dei sindacati inquilini a Bergamo

Con l’avanzare della crisi economica e con il crescente numero di licenziamenti, con l’assenza di lavoro e il continuo aumento della disoccupazione, le famiglie e le persone in ristrettezze economiche non riescono più a pagare affitti troppo alti. La conseguenza immediata è il vertiginoso aumento degli sfratti per morosità incolpevole (a Bergamo nell’ultimo anno )

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Risposta alle dichiarazioni di Pecce e Valesini apparse sul L’Eco del 26/09

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Indecisi se chiamarla la “Commissione dei paradossi” o la “Commissione dei furbi incompetenti”, quella convocata a Palazzo Frizzoni nei giorni scorsi ci ha offerto, di nuovo, uno spaccato dell’incapacità di leggere quanto avviene nella società da parte di chi, seduto su comode e remunerative poltrone, vorrebbe farci passare per stupidi.

Proprio mentre si discute di svendere il patrimonio residenziale pubblico, sottraendolo così alla collettività per regalarlo a qualche speculatore amico, la consigliera della Lega Nord Pecce fa emergere il “fenomeno delle occupazioni” e l’assessore Valesini le fa eco.
Se la prima reazione è lo stupore, la seconda è sicuramente rabbia. La stessa rabbia che incrociamo quotidianamente ai nostri sportelli quando incontriamo le persone che, pur subendo una crisi che non hanno generato, non si arrendono al destino e alle etichette che politici di turno e media mainstreim cercano di appiccicargli e, collettivamente, resistono riprendendosi la dignità.

Resistono a un lavoro precario o a “tutele crescenti”, che poi non è altro che un modo diverso di chiamare il ricatto del capitale sui lavoratori. Al taglieggio del permesso di soggiorno quando migranti, Continue reading


29 GIUGNO, OTTENUTO INCONTRO CON L’ASSESSORE ALLA CASA. PRESIDIO A PALAFRIZZONI PER MORATORIA, BLOCCO DELLA SVENDITA E RESIDENZE

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Sono ormai parecchi mesi che come Comitato di Lotta per la Casa e ASsociazione Inquilini e Abitanti, assieme ad altre organizzazioni politiche e sociali ed insieme a famiglie e singoli in situazioni di precarietà abitativa rivendichiamo, attraverso iniziative informative, mobilitazioni e picchetti antisfratto, politiche abitative che vadano nella direzione della difesa del diritto alla casa per tutti e tutte.

Quello che chiediamo:

una moratoria, ovvero un blocco generale degli sfratti per morosità incolpevole per tutte quelle persone che, a causa di una crisi tutta finanziaria e riversata sulle spalle dei lavoratori, perdono lavoro e quindi casa;

il blocco totale e immediato della svendita del patrimonio pubblico, da implementare invece attraverso pratiche come la requisizione dello sfitto e dell’invenduto e il sostegno a progetti di auto recupero;

il diritto alla residenza, ovvero a lavoro, istruzione e sanità, per tutte quelle persone che trovandosi in emergenza abitativa sono costrette a risolversi il problema da sé, a causa dell’assenza sistematica delle istituzioni preposte alla risoluzione di questi problemi. Continue reading


Comunicato picchetto antisfratto di Mozzo

picchetto mozzoMartedi 13 maggio, un picchetto antisfratto a cui hanno partecipato circa 50 persone, è riuscito un’altra volta a salvare una famiglia con minori dalla strada. Mohammed Ounalli, padre di due figli, vive in italia da 15 anni ed ha lavorato per oltre 13 anni come carpentiere, ed in seguito ha perso il lavoro.

Il comune di Mozzo, a fronte a questa situazione di grave disagio con presenza di minori, non è in grado di affrontare il problema, ed ha offerto come unica soluzione la comunità per madre e bambini per un mese, senza ulteriori progetti futuri per la famiglia che a quel punto si ritroverebbe senza un tetto (il padre già da subito sarebbe in mezzo alla strada).

La palazzinara proprietaria dell’immobile e la prefettura, a fronte della richiesta del sindacato di rinviare lo sfratto di un mese (per permettere ai bambini di finire la scuola elementare), hanno serenamente deciso di spendere migliaia di euro di soldi pubblici per eseguire lo sfratto e non accettano in nessuno modo proroghe.

Fortunatamente, grazie alla solidarietà popolare, polizia e Digos sono dovute andarsene a fronte dell’imponente presidio antisfratto organizzato dal sindacato As.I.A. Bergamo e del Comitato di Lotta per la Casa, che ha visto anche la partecipazione dell’Unione Inquilini.

BASTA FAMIGLIE SENZA CASA
MORATORIA SUGLI SFRATTI PER MOROSITA’ INCOLPEVOLE SUBITO


IL NOSTRO PIANO CASA: MORATORIA SUGLI SFRATTI, INCREMENTO DEGLI ALLOGGI PUBBLICI, DIRITTI E RESIDENZE PER TUTTE E TUTTI !!!


11265248_10205728877615406_8029840732789187968_nDa anni la crisi economica, con la chiusura di attività e la scomparsa di posti di lavoro, miete incolpevoli vittime di un sistema che non funziona. Licenziamenti, cassa integrazione a zero ore e disoccupazione hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie che non riuscendo più a pagare l’affitto, o le rate del mutuo, si trovano sbattute in mezzo alla strada da palazzinari e banche che speculano sul diritto alla casa. Aggravando la situazione le istituzioni si sono dimostrate più che incompetenti ad affrontare questo grave problema.

Nella città di Bergamo, ogni anno a fronte di 1000 richieste ufficiali (gli aventi diritto sono più di 15 mila) avvengono circa 100 assegnazioni; per non parlare dei comuni più piccoli che, nella stragrande maggioranza dei casi, non possiedono alloggi e non hanno fondi destinati alle emergenze di questo tipo, anche se al contempo nei loro PGT prevedono al 2018 un ulteriore aumento del consumo di suolo e cemento (a fronte di decine di migliaia di case sfitte in provincia, molte più del fabbisogno abitativo complessivo).
I pochi soldi messi in campo dalle amministrazioni per affrontare la situazione finiscono nelle tasche dei palazzinari attraverso i finti fondi di sostegno all’affitto ed alla morosità incolpevole, contestualmente si svende il patrimonio pubblico ai privati, scaricando il peso della crisi e del debito sulle famiglie più povere, allontanandole dalle città.
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Comunicato sui due sfratti rinviati

Questa mattina, grazie alla partecipazione degli iscritti dell’As.I.A Bergamo e dell’Unione Inquilini, altri due sfratti sono stati rinviati a Mozzo e a Ponte San Pietro.

I due nuclei famigliari colpiti dal decreto ingiuntivo presentano gravi fragilità oggettive (entrambi senza reddito, l’uno con due minori a carico e l’altro con persone affette da
disabilità) ma ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rimarcare come le amministrazioni comunali e le istituzioni siano state fortemente assenti all’interno della procedura che poi ha portato al rinvio.

Più nel particolare ci spiace constatatare che secondo il comune di Mozzo l’unica progettualità attuabile su di una famiglia colpita da “morosità incolpevole” (per come viene definita nel decreto n.102/2103) sia quella di dividere la famiglia lasciando il padre in mezzo alla strada e mettendo per un mese soltanto madre e figli piccoli in una comunità a 10 km di distanza dal luogo in cui i bimbi vanno a scuola.
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Prossimi picchetti anti-sfratto

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20 Aprile Mohamed Ounalli via Salgari 12, Mozzo – Rinviato d’ufficio al 28 Aprile

21 Aprile Kamel Mouelhi piazza Risorgimento 5, Bergamo

23 Aprile Ounalli Mohamed Habib via G.Camozzi 42, Ponte san Pietro

28 Aprile Mohamed Ounalli via Salgari 12, Mozzo

30 Aprile Laroudi Abderrahim via Beltrame Buttitone 10, Treviglio

DA SOLI E’ IMPOSSIBILE RESISTERE, MA INSIEME SI PUO’