1 MAGGIO 2013. CASA, REDDITO, DIRITTI e DIGNITÀ!

Abbiamo deciso di scendere in piazza nella giornata del 1 Maggio per rivendicare il diritto alla casa. Abbiamo deciso di farlo nell’era in cui da festeggiare rimane ben poco, negli anni del rigore e del sacrificio imposti da una cricca di affaristi bipartisan, in cui a pagare la crisi di un debito creato da banchieri e speculatori sono le persone a cui ogni giorno viene eroso il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, al territorio.

Nelle stanze del palazzo si sono messi tutti d’accordo, il governo d’unità nazionale che ci propinano ne è la conferma, e hanno deciso che l’unico modo per guarire dalla crisi è somministrare massicce dosi di austerità. Quindi tutti d’accordo, per tenersi strette le poltrone, a scaricare i costi sulla collettività. Smantellamento dell’istruzione, privatizzazione della sanità, svendita del patrimonio, devastazione del territorio, soppressione dei diritti del lavoro e di cittadinanza.

In un territorio, quello bergamasco, dove nel 2012 sono stati tagliati 9000 posti di lavoro, dove il numero degli sfratti dal 2008 è in continuo aumento, dove la crisi inizia a mostrare la faccia più violenta della realtà che ci aspetta è ora di collegare le rivendicazioni e intraprendere percorsi comuni tra chi fatica ad arrivare a fine mese.

Se la prima necessità di una famiglia, di un precario o di una studentessa è avere un tetto sotto cui costruire relazioni, affetti e prospettive di vita dobbiamo imporre i nostri bisogni e denunciare i soprusi. A Bergamo assistiamo da troppi anni alla dismissione del patrimonio edilizio pubblico, centinaia di appartamenti erp vengono lasciati marcire nonostante circa 1000 famiglie abbiano diritto ad una casa popolare, migliaia di alloggi privati (la precedente amministrazione ne indicava 5000!) vengono lasciati vuoti per alimentare la speculazione e continuare a fagocitare il verde, fasce sempre più ampie di popolazione sono costrette ad abbandonare la città a causa di affitti insostenibili, migliaia di giovani con redditi da fame e contratti senza tutele sono costretti a vivere in famiglia, quantità enormi di denaro pubblico invece di essere utilizzati per risolvere la precarietà abitativa vengono regalati a costruttori ed enti per progetti di housing sociale utili solo al guadagno dei privati.

Ma esistono delle prospettive differenti. Quelle delle lotte nei territori, della solidarietà nei quartieri, degli spazi liberati dalla speculazione, delle battaglie studentesche per una scuola includente e accessibile a tutti e tutte, di lavoratori e lavoratrici che si battono per un lavoro degno e sostenibile, della volontà di partecipazione dei cittadini alla costruzione di territori vivi e vivibili.

Vogliamo partire da questi percorsi di partecipazione reale, di rivendicazione di una vita dignitosa, di sostenibilità e solidarietà.                    

Non staremo a guardare di fronte allo smantellamento dei nostri diritti, primo tra tutti il diritto all’abitare.
Sfrattati, precarie, studenti, lavoratrici, disoccupati, migranti e italiani. Riprendiamoci le case, riprendiamoci tutto!

Per il blocco di sfratti, sgomberi e pignoramenti. Per la garanzia del passaggio da casa a casa. Contro la dismissione e la vendita del patrimonio pubblico. Per l’auto-recupero, il riutilizzo dell’invenduto e la requisizione dello sfitto. Contro la cementificazione ed il consumo di suolo.

Per un 1 Maggio di rilancio delle lotte!

Mercoledì 1 Maggio ore 9.30 stazione ff.ss.

ASsociazione Inquilini e Abitanti-Bergamo

www.asiabergamo.org



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